InNaturali

InNaturali

natura s. f. [lat. natūra, der. di natus, part. pass. di nasci «nascere»]. – 1. Il sistema totale degli esseri viventi, animali e vegetali, e delle cose inanimate, che presentano un ordine, realizzano dei tipi e si formano secondo leggi.

Nel settembre del 2015 i governi dei 193 paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030, un comune programma d’azione per lo sviluppo sostenibile, che comprende 17 Obiettivi articolati in 169 traguardi da raggiungere entro la prossima decade.
Gli obiettivi, tra loro collegati e inscindibili, esaminano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: crescita economica, inclusione sociale, tutela dell’ambiente.
Il programma dell’Agenda 2030 riguarda tutti i soggetti sia pubblici che privati, sino al singolo cittadino, nessuno escluso, ed è perciò impellente la necessità che la cultura della sostenibilità sia diffusa in maniera trasversale.

La presente mostra nasce da una più ampia riflessione sulle tematiche ambientali di grande urgenza collettiva, avviata da MeMO Documenti visivi grazie alla collaborazione con l’associazione Alternative Karming – AK LAB di Chivasso, ideatrice del festival di riqualificazione urbana Urban Art Field. Nell’arco del triennio 2020-2023, il festival andrà ad approfondire e interpretare artisticamente i “The Global Goals” dell’Agenda 2030 Onu con la realizzazione di 17 opere in altrettante città limitrofe, collegando idealmente e artisticamente i paesi coinvolti.
Brandizzo si è fatta capofila di tale progetto con la realizzazione dell’opera muraria “La natura sostiene la città” realizzata dall’artista Viola Gesmundo, che ha affrontato il tema Città e Comunità Sostenibili, obiettivo n.11 dell’Agenda Onu.
In questo contesto si inserisce il percorso fotografico InNaturali incentrato sulla gestione sostenibile delle risorse idriche, secondo quanto indicato dagli obiettivi n.6 Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie e n.12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Nello specifico i traguardi 6.6 e 12.4, risultano strettamente correlati al fine di minimizzare il rilascio di inquinanti nel suolo, nei corpi idrici e nelle falde acquifere.

Le immagini accompagnano il visitatore in un percorso di riflessione dedicato, in particolare, ai corsi d’acqua.
Il fiume Po e i canali del territorio hanno da sempre rappresentato un elemento fondamentale per l’identità del nostro paese. In quanto custodi di un ambiente ricchissimo di biodiversità, sempre più minacciato da un inquinamento pervasivo, le loro acque vanno difese e salvaguardate.
A essere in gioco nel nostro immediato futuro non è solamente la quantità delle risorse idriche, ma la stessa qualità dell’acqua di cui potremo fruire.

Il percorso fotografico si pone l’obiettivo non solo di sensibilizzare l’osservatore di fronte a tale impellente tematica, ma ambisce a risvegliare il senso critico, a suscitare impressioni e riflessioni, ad essere stimolo e motore per nuovi sguardi sul presente.
L’arte non può sostituire la comunicazione scientifica, riferirne puntualmente i contenuti, ma la può affiancare, destando l’attenzione e stimolando la recettività dei destinatari, per contribuire con azioni pratiche al cambiamento.
Si è scelto di intitolare la mostra “InNaturali” a sottolineare che le immagini, benché ad un primo sguardo attraenti per forme, colori e composizione, ritraggono la dissonanza e l’estraneità, la non conformità, di tali oggetti al contesto in cui si trovano.